Startup e coronavirus

Quale sarà l’impatto economico dell’emergenza

Il periodo che stiamo vivendo rappresenta, per molti esperti, la crisi peggiore dal secondo dopoguerra a questa parte. Si susseguono quotidianamente stime e previsioni dell’impatto a breve e medio tempo sull’economia nazionale ed internazionale. Quali saranno gli sviluppi futuri è, francamente, imprevedibile. Ciò che, al contrario, appare chiaro è che la pandemia in atto modificherà il nostro modo di lavorare e di fare impresa.

Questo dato, di tutta evidenza, permette di leggere la situazione in atto anche come una opportunità di crescita per chi, nel proprio dna imprenditoriale, ha il gene dell’innovazione.

Prendendo spunto dai primi commenti istituzionali, dopo l’emanazione del decreto c.d. “Cura Italia” (d.l. n. 18 del 17.3.2020), si comprende che l’innovazione e la digitalizzazione dei processi, sia pubblici che privati, saranno i temi principali del rilancio economico che partirà (speriamo al più presto) al termine dell’emergenza sanitaria.

Il decreto “Cura Italia”

Il decreto Cura Italia, come si può leggere in una nota di commento pubbicata dal Ministero dell’Innovazione “introduce fino al 31 dicembre 2020 un processo facilitato per tutte le pubbliche amministrazioni per acquisire beni e servizi digitali, con particolare riferimento a servizi che operano in cloud (software-as-a-service, come ad esempio servizi di hosting, ma anche applicazioni, servizi che permettono il telelavoro, o servizi diretti al cittadino e alle imprese)”.

Difatti, sarà possibile acquisire tali servizi all’esito di una procedura negoziata, senza bando di gara ed in deroga alle previgenti disposizioni normative, fermo restando il rispetto della legge penale e della normativa antimafia.

In questo momento, dunque, ci sono molte opportunità per aziende, università, enti e centri di ricerca pubblici e privati, ma anche per le startup innovative e per le PMI innovative, in considerazione del fatto che la pubblica amministrazione potrà affidare l’incarico scegliendo tra almeno quattro diversi operatori economici, di cui una startup innovativa o una piccola e media impresa innovativa.

Le disposizioni di maggiore interesse per le startup innovative e le PMI innovative sono contenute negli articoli 75 e 76 del d.l. 18 del 17.3.2020, di cui si riporta il testo integrale.

Art. 75Acquisti per lo sviluppo di sistemi informativi per la diffusione del lavoro agile e di servizi in rete per l’accesso di cittadini e imprese

1.Al fine di agevolare la diffusione del lavoro agile di cui all’articolo 18 della legge 22 maggio 2017, n. 8, favorire la diffusione di servizi in rete e agevolare l’accesso agli stessi da parte di cittadini e imprese, quali ulteriori misure di contrasto agli effetti dell’imprevedibile emergenza epidemiologica da COVID-19, le amministrazioni aggiudicatrici, come definite dall’articolo 3 decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, nonché le autorità amministrative indipendenti, ivi comprese la Commissione nazionale per le società e la borsa e la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, in deroga ad ogni disposizione di legge diversa da quella penale, fatto salvo il rispetto delle disposizioni del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, sono autorizzate, sino al 31 dicembre 2020, ad acquistare beni e servizi informatici, preferibilmente basati sul modello cloud SaaS (software as a service), nonché servizi di connettività, mediante procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando di gara ai sensi dell’articolo 63, comma 2, lett. c), del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, selezionando l’affidatario tra almeno quattro operatori economici, di cui almeno una «start-up innovativa» o una «piccola e media impresa innovativa», iscritta nell’apposita sezione speciale del registro delle imprese di cui all’articolo 25, comma 8, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, L. 17 dicembre 2012, n. 221 e all’articolo 4, comma 2, del decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 3, convertito in legge, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, L. 24 marzo 2015, n. 33.

2. Le amministrazioni trasmettono al Dipartimento per la trasformazione digitale e al Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri gli atti con i quali sono indette le procedure negoziate.

3. Le amministrazioni possono stipulare il contratto previa acquisizione di una autocertificazione dell’operatore economico aggiudicatario attestante il possesso dei requisiti generali, finanziari e tecnici, la regolarità del DURC e l’assenza di motivi di esclusione secondo segnalazioni rilevabili dal Casellario Informatico di Anac, nonché previa verifica del rispetto delle prescrizioni imposte dalle disposizioni del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159. Al termine delle procedure di gara, le amministrazioni stipulano immediatamente il contratto ed avviano l’esecuzione degli stessi, anche in deroga ai termini di cui all’articolo 32 del decreto legislativo n. 50 del 2016.

4. Gli acquisti di cui al comma 1 devono essere relativi a progetti coerenti con il Piano triennale per l’informatica nella pubblica amministrazione. Gli interventi di sviluppo e implementazione dei sistemi informativi devono prevedere, nei casi in cui ciò è possibile, l’integrazione con le piattaforme abilitanti previste dagli articoli 5, 62, 64 e 64-bis dal decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82.

5. Le amministrazioni pubbliche procedono ai sensi del comma 1 con le risorse disponibili a legislazione vigente. Dall’attuazione della disposizione non derivano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Art. 76Gruppo di supporto digitale alla Presidenza del Consiglio dei ministri per l’attuazione delle misure di contrasto all’emergenza COVID-19.

1. Al fine di dare concreta attuazione alle misure adottate per il contrasto e il contenimento del diffondersi del virus COVID-19, con particolare riferimento alla introduzione di soluzioni di innovazione tecnologica e di digitalizzazione della pubblica amministrazione, il Presidente del Consiglio dei ministri, o il Ministro delegato, fino al 31 dicembre 2020 si avvale di un contingente di esperti, in possesso di specifica ed elevata competenza nello studio, supporto, sviluppo e gestione di processi di trasformazione tecnologica, nominati ai sensi dell’articolo 9 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sono individuati il contingente di tali esperti, la sua composizione ed i relativi compensi.

2. Al comma 1-quater dell’articolo 8 del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 febbraio 2019, n. 12, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Gli incarichi conferiti ad esperti con provvedimento adottato anteriormente al 30 dicembre 2019 sono confermati sino alla scadenza prevista nell’atto di conferimento».

3. Agli oneri derivanti dall’attuazione del comma 1 si provvede nei limiti delle risorse disponibili di cui all’articolo 8, comma 1-quinquies, del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 febbraio 2019, n. 12 e all’art. 1, comma 399, della legge 27 dicembre 2019, n.160.

C Heroes, call da 100.000 euro per startup

Non solo la pubblica aministrazione potrà trarre vantaggio dall’innovazione digitale dei servizi, è ovvio. I servizi alla persona, il mondo del commercio, il modo di fare business in generale è ora proiettato ancor più rapidamente in tale direzione.

Anche finanziatori privati hanno oggi un maggiore interesse verso la sperimentazione e la creatività, che possono rappresentare la migliore risorsa per fronteggiare l’emergenza in atto e laconseguente crisi economica.

Posso segnalare, ad esempio, che le società di venture capital B Heroes e Boost Heroes hanno lanciato una call da 100.000 euro per le startup italiane. L’iniziativa (che si chiama C Heroes, ossia Coronavirus Heroes) vuole sostenere progetti concreti che possano contribuire a migliorare la vita delle persone.

Come è riportato nella pagina presente all’indirizzo www.bheroes.it/c-heroes, la call vuole “identificare progetti concreti che possano contribuire ad affrontare l’emergenza da nuovo coronavirus (SARS-CoV-2) che ha colpito l’Italia e il mondo intero in questi giorni. Non ci sono limiti di tipologia o di categoria, l’importante è che siano progetti subito realizzabili con un impatto concreto per migliorare la vita delle persone in questa fase”.

La call, porterà al finanziamento di uno o più progetti, fino al raggiungimento della soglia fissata in 100.000 euro ed è aperta a tutte le startup già costituite alla data del 15 marzo 2020. (Leggi l’articolo su come costituire una startup innovativa)

Chi è interessato a partecipare dovrà presentare propria la startup ed il relativo progetto attraverso la compilazione del form presente all’indirizzo www.bheroes.it/c-heroes, entro il 31 marzo 2020, ma i fondi potrebbero esaurirsi prima, in quanto le proposte saranno valutate man mano che vengono candidate e verranno finanziate immediatamente quelle ritenute convincenti.

Avv. Alessandro Marchetti